Pittura e Disegno

10 geni della pittura che soffrirono di disturbi mentali

10 geni della pittura che soffrirono di disturbi mentali

Genio e follia. Arte e malattia. La capacità di creare opere che rimangono pietre miliari nella storia artistica dell’umanità e, insieme, l’incapacità di vivere. Sono geni, precursori, creatori di forme e colori. Stabiliscono canoni, danno vita a nuove correnti artistiche. Eppure la loro mente è malata.




Sono 10 pittori che hanno sofferto di disturbi mentali, ma che, accompagnati costantemente dalla sofferenza, hanno coltivato l’ispirazione che li ha portati a realizzare opere d’arte di valore inestimabile.
Nella loro mente si sono susseguite voci agli altri sconosciute, si sono manifestati incubi e ossessioni, la malattia li ha portati ai margini, impossibilitati a vivere una vita normale. Essi non hanno scelto la malattia, ma la malattia li ha scelti. Così come sono stati prescelti dalla dea dell’Arte. Hanno combattuto, giorno per giorno, contro i loro disturbi mentali, per donare all’umanità intera alcuni tra i maggiori capolavori di sempre. Questi 10 artisti sono stati in grado di Creare, a partire dalla loro malattia o nonostante essa.

Vincent Van Gogh
Vincent Van Gogh - Notte stellata sul Rodano

Vincent Van Gogh – Notte stellata sul Rodano

Vincent Van Gogh disse: “Non ho nessuna colpa del fatto che i miei quadri non sono venduti, ma il giorno verrà in cui la gente si renderà conto che hanno un valore maggiore del quadro in sé”. Il giorno è arrivato troppo tardi. Vincent è morto solo, perché povero e malato di schizofrenia. Negli anni in cui ha vissuto non c’erano conoscenze mediche sufficienti per diagnosticare e curare la sua malattia mentale. I suoi quadri, oggi, sono tra i più famosi al mondo e, come da premonizione, raggiungono cifre record ad ogni asta.

Séraphine Louis
Séraphine Louis - L'albero del Paradiso

Séraphine Louis – L’albero del Paradiso

Séraphine Louis inizia a dipingere all’età di 42 anni. Rimasta orfana in tenera età, a dieci anni viene mandata a servizio. Sèraphine, dopo anni passati in convento (di cui, negli anni del manicomio, denuncerà la violenza e i soprusi), nel 1906 si trasferisce a Senlis, città di pietra grigia e d’antico splendore.
Introversa, non sempre riusciva a parlare con la gente. Profondamente religiosa, inizia a dipingere perché così le è stato indicato dagli angeli. A Senlis incontra Wilhelm Uhde, critico d’arte che le permette di farsi conoscere e apprezzare come pittrice. Séraphine, divenuta ossessivamente tutt’uno con le sue creazioni, si perde a poco a poco mentre diventa pittrice riconosciuta. Ossessionata da voci interiori, inizia a vagare per le strade cittadine tra persone che non sono in grado di capirla e di accudirla, fino all’internamento in manicomio nel febbraio del 1932. Fu sepolta in una fossa comune nel 1942.

Edvard Munch
Edvard Munch - L'urlo

Edvard Munch – L’urlo

Edvard Munch è uno dei pittori norvegesi più acclamati del ventesimo secolo. Soffriva di una seria depressione che ha alimentato la sua profonda malinconia.
Tutta la vita di Munch è stata segnata dal dolore e dalle sofferenze sia per le malattie che per problemi familiari. La morte è stata una costante della sua vita. Una delle sue sorelle e la madre sono morte di tubercolosi e l’altra sorella è morta in un ospedale psichiatrico, dove era stata internata perché malata di schizofrenia.
La sua opera più nota, L’Urlo, rappresenta l’angoscia universale, tanto forte da cambiare tutta la percezione dell’universo intorno al protagonista che in un’agonia solitaria non riesce ad esprimere il proprio dolore che rimane indifferente al resto dell’umanità, finché si libera, come esploso, in un urlo.

Adolf Wölfli
Adolf Wölfli

Adolf Wölfli

Adolf Wölfli aveva psicosi e allucinazioni. È stato abusato sessualmente e accusato di stupro di minorenni. Si tratta di uno dei migliori esempi di outsider art, un nome coniato per malati di mente che creano le loro opere in un ospedale psichiatrico.
La sua arte si basa su forme geometriche simili all’arte tribale, fino a creare un suo personalissimo stile, caratterizzato dalla ripetitività ossessiva delle immagini. Le sue opere sono dense di piani e livelli continui, che rappresentano la stessa immagine ad intervalli regolari, sortendo così un effetto ritmico e decorativo. È morto in un ospedale psichiatrico.

Josef Förster
Josef Förster

Josef Förster – Uomo che vola con i trampoli

L’unico dipinto del pittore nato a Regensburg, in Germania, è un uomo che vola con i trampoli. Esso rappresenta la perdita di contatto umano causata dalla malattia.

Josef Grebing
Josef Grebing

Josef Grebing

La fonte di ispirazione maggiore di Josef Grebing fu la Bibbia. La malattia mentale l’ha lentamente consumato, togliendogli la dignità di uomo d’affari. I suoi quadri si basano sul numero e la sua arte viene definita come degenerata.
Il suo lavoro faceva parte della collezione Prinzhorn bruciata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Aloïse Corbaz
Aloïse Corbaz

Aloïse Corbaz

Benché Aloïse Corbaz avesse sognato di diventare cantante, trovò lavoro come insegnante e governatrice alla corte del kaiser Guglielmo II di Germania.
Amava, non corrisposta, l’imperatore e gradualmente si ammalò di schizofrenia. Dipinse su superfici come stoffa, carta, pagine di riviste o cartone. I suoi lavori rappresentano soprattutto belle donne con curve voluttuose e capelli fluenti frequentate da amanti in uniforme militare.

Martin Ramirez
Martín Ramírez

Martín Ramírez

A Martin Ramirez è stata diagnosticata la schizofrenia ed altre innumerevoli psicosi nel 1930.
Ha trascorso gli ultimi 30 anni della sua vita in un ospedale psichiatrico. Le sue opere mostrano un’iconografia che riflette entrambe le tradizioni messicane popolari e di modernizzazione del XX secolo: immagini di Madonne, cavalieri, e treni che entrano ed escono da tunnel, insieme a campi ondulati di linee concentriche che descrivono paesaggi, gallerie, teatri e motivi decorativi.

Louis Wain
Louis Wain

Louis Wain – Gatti astratti

Louis Wain ha vissuto gli ultimi 15 anni della sua vita in un ospedale psichiatrico. Internato a causa della schizofrenia e dell’autismo.
Louis era appassionato di gatti, rappresentati ampiamente nelle sue opere. La malattia ha portato a rendere i suoi quadri (e i suoi gatti) sempre più astratti: alcuni pensano che ciò sia legato all’aggravarsi della malattia.
H. G. Wells disse di Wain: “Ha fatto proprio il gatto. Ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo di gatti. I gatti inglesi che non prendono esempio e non vivono come quelli di Louis Wain si vergognano di sé stessi”.

William Kurelek
William Kurelek - Il labirinto

William Kurelek – Il labirinto

A William Kurelek è stata diagnosticata la schizofrenia. Ha vissuto molti anni in un ospedale psichiatrico, costantemente monitorato a causa dei suoi deliri di persecuzione e di una severa depressione. La sua opera più rappresentativa, Il labirinto, riflette la stato d’animo in cui si trovava nel momento del ricovero. Colori scuri e cupi tendono ad essere di primaria importanza nel suo lavoro. Il significato del labirinto è strettamente legato, quindi, alle sofferenze che lo hanno perseguitato per tutta la vita.

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