Società

Il 13 novembre a Parigi hanno attaccato la libertà di vivere

13 novembre Parigi


Quello che fa più paura, che getta l’anima in uno stato di sgomento e ansia è la scelta dei terroristi, gli obiettivi su cui si sono accaniti. Non ambasciate e parlamenti, luoghi dove le decisioni vengono prese da pochi in nome di tanti. Non uomini politici, che frequentano questi luoghi di potere, ma posti normalissimi, banali, dove può capitarci ogni giorno ognuno di noi.

In queste ore in cui ci si informa alla tv, leggendo blog o giornali, passando freneticamente dall’ascolto di un opinionista all’altro (spesso improvvisati), mi martellano in testa sempre queste considerazioni: i morti sono delle persone comuni, che stavano solo cercando di divertirsi, di passare qualche ora spensierata.
Hanno sparato all’interno di un teatro, su persone intente a bere al bar, a giornalisti, passanti, turisti, tutte vittime inermi. Hanno fatto esplodere una bomba in uno stadio pieno di gente che guardava una partita di calcio. Cosa c’è di più frivolo e leggero di una partita di calcio? Cosa c’è di più neutro e neutrale dello sport?
Cercano di privare l’uomo qualunque della propria libertà. Di andare al pub, al teatro, allo stadio. Davvero non non ci sono parole per esprimere l’indignazione per tutto ciò.
Perchè se non possiamo camminare per strada senza sentirci in pericolo allora è la stessa libertà di vivere che viene meno.

La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice.
(Benedetto Croce)

Il video divulgato da Le Monde che mostra l’attacco terroristico al teatro Bataclan:

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