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3000 dollari a settimana a chi fuma canne, lo studio sulla marijuana e i suoi effetti

studio sulla marijuana

Se ne dicono davvero tante sulla marijuana, alcuni affermano che è meno dannosa della nicotina, altri sostengono che non causa dipendenza. Il dato di fatto è che un gran numero di persone la usa tutti i giorni per vari scopi, dall’uso medicinale per il suo effetto di inibizione del dolore, all’uso come sostanza stupefacente.

[AGGIORNAMENTO: La notizia pare non sia confermata dalla NIDA, che afferma che lo studio non è partito, senza tuttavia specificare se fosse inizialmente previsto o se la notizia, diffusissima negli USA, è da considerarsi completamente falsa, ci scusiamo con i lettori.]

Da molto tempo causa di dibattiti e battaglie per la legalizzazione, la marijuana è al centro di una nuova polemica, perché la scienza offre ora un’occasione unica per gli amanti della cannabis, in quanto il NIDA (National Institute on Drug Abuse) offre 3000 $ a settimana per partecipare alla ricerca sugli gli effetti reali della marijuana sul corpo umano.
Oltre come “straordinaria” offerta di lavoro, questo studio è l’occasione per sfatare una volta per tutti i tabù e miti che nati sulla popolare droga.
Lo scopo dello studio è quello di valutare gli effetti del fumo quotidiano della droga in consumatori che conducono una vita normale.


I partecipanti vivranno nel centro di ricerca per sei mesi e durante questo periodo le attività quotidiane come leggere, guardare la televisione, ascoltare la musica, verranno di fatto monitorate 24 ore al giorno per capire gli effetti sul comportamento e i cambiamenti fisici. I coordinatori dello studio hanno iniziato la ricerca di 300 persone disposte a fare da “cavie” in un centro di salute di Pickens County e in altri sei luoghi nel territorio degli Stati Uniti che ospiterà il progetto scientifico.
Il profilo richiesto è: essere un consumatore ricorrente, aver fumato negli ultimi 30 giorni e avere un’età compresa tra i 18 e i 50 anni. Chi si riconosce in questo profilo potrebbe essere uno dei “fortunati” che aiuteranno ad arrivare alla verità riguardo l’uso di cannabis. Naturalmente, come abbiamo detto, verranno pagati generosamente per la collaborazione al progetto.
È interessante notare che la dipendenza è un rischio che gli scienziati hanno calcolato, ed infatti offriranno consulenza, controllo medico e, approfittando delle dimensioni della ricerca, testeranno l’efficacia del composto “N-acetilcisteina” nella lotta contro la dipendenza da marijuana, allo scopo, poi, di curare i tossicodipendenti in centri di riabilitazione nel caso lo studio offrisse certezze scientifiche in questo senso. La scienza cerca, quindi, di fare finalmente chiarezza sugli effetti dell’uso della popolare droga.
Ci sono persone che la utilizzano per rilassarsi o stimolare la loro creatività, i quali, dopo lo stress delle attività lavorative quotidiane, tornano a casa a fumare e il giorno successivo, come al solito, tornano alle loro attività quotidiane. Sono questi gli utenti che l’esperimento cerca di “riprodurre” nei test.

Finalmente un gruppo di ricercatori dedica un grande progetto allo studio di una delle sostanze più consumate al mondo, i risultati di questi test potrebbero avere forte impatto perfino sulla politica internazionale, poiché ci sono sempre più pressioni a favore della legalizzazione della marijuana da parte di potenti industrie multinazionali.

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