Società

10mila islandesi offrono la loro casa per ospitare i profughi siriani

Guerra in Siria

La scrittrice islandese Bryndis Bjorgvinsdottir ha lanciato un appello sui social network per incitare i suoi concittadini a sostenere i migranti e le persone bisognose di asilo politico.





L’appello è stato lanciato il 30 agosto scorso, dopo che il governo islandese aveva annunciato che avrebbe accettato solo 50 rifugiati provenienti dalla Siria. Evidentemente tale offerta non è piaciuta agli islandesi che hanno risposto compatti all’appello.
In meno di ventiquattro ore sono, infatti, oltre 10mila le persone che su Facebook si sono offerte di ospitare rifugiati siriani nelle loro case.
Solo per il fatto che non stia succedendo qui, non significa che non stia succedendo, questo lo slogan della pagina Facebook Sýrland kallar (Siria calling).
Le persone offrono vestiti, cibo, posti letto.

Pagina Facebook

Lo slogan della pagina facebook

Ecco uno degli innumerevoli messaggi che le persone che offrono aiuto su Facebook hanno lasciato in questi giorni:

Sono una madre single, ho un figlio di sei anni. Possiamo prendere in casa un bambino che ha bisogno. Sono un’insegnante e posso offrire lezioni di islandese e aiutare il bambino a inserirsi qui. In casa abbiamo vestiti, giocattoli, un letto e tutto quello di cui un bambino ha bisogno. Posso pagare per il biglietto aereo.

Un altro afferma:

“Ho una stanza in più in un appartamento spazioso e sono più che contenta di condividerlo. Insieme al mio tempo e al mio sostegno.

Dopo la reazione dei cittadini, che rappresentano il 4 per cento della popolazione del paese costituita da 300mila persone, il governo ha dichiarato che sta analizzando le offerte e la possibilità di accettare molti più dei 50 richiedenti asilo siriani che inizialmente aveva detto di poter accogliere.
E se prendessimo esempio?

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