Società

La coerenza della Lega, dalla secessione al nazionalismo anti-immigrazione

Manifestazione della Lega Nord contro l'immigrazione

La Lega Nord, messa da parte l’idea della secessione, è passata alla propaganda nazionalista e anti-immigrazione.

Forse in molti non ci avrebbero scommesso un centesimo. La Lega però è cambiata. Il vecchio slogan “Roma ladrona, la Lega non perdona”, che per anni è stato simbolo della politica leghista contro lo Stato Centrale e l’assistenzialismo del Sud a danno del Nord produttivo, è solo un ricordo.

Ora la Lega del nuovo leader Matteo Salvini, ha spostato il focus del suo “essere contro” su argomenti popolari (o populisti?) quali l’immigrazione e l’Europa. Certo mantiene lo status di partito antipolitico, che, in pratica, vuol dire attaccare chi è al potere, cioè Renzi, ma ha abbandonato la lotta al “Sistema” centralista. Anche parole come “federalismo” e “fucili”, per anni cavallo di battaglia del Carroccio, non si sentono più. Ora le parole d’ordine sono “ruspa” (per demolire i campi rom) e “basta euro”.
Nella nuova veste, il partito del Carroccio, cerca e ottiene nuovi militanti, simpatizzanti e votanti anche nel Meridione. Il motivo risiede, come abbiamo detto, nelle nuove crociate (in tv e sui social) anti-immigrazione, ma anche, e forse soprattutto, nel fatto che gli altri partiti di destra sono in netto calo di consensi che vengono, appunto, dirottati sulla Lega.
Salvini intercetta così una nuova paura, quella degli immigrati, accusati di rubarci il lavoro, di delinquere, di violentare, di essere aiutati con cibo e alloggio. Tutte risorse che verrebbero tolte agli italiani. Il motto “Prima il Nord” si è trasformato così in “Prima gli Italiani”.
Una cambiamento netto di rotta? Tutt’altro! Piuttosto è coerente con quanto propagandato prima, quando il nemico era il meridionale, che al Nord veniva accusato di rubare il lavoro, di delinquere, di violentare e di essere assistito meglio e più dei cittadini settentrionali. Cambia solo il nemico, ma le accuse sono le stesse. La propaganda anche: i più poveri potrebbero avere dei vantaggi derivanti dalla propria condizione, con conseguenti svantaggi per chi sta appena appena meglio. Una casa popolare, un posto all’asilo nido, un bonus sociale, il terreno di scontro dei nuovi poveri è un’arma potente per ottenere consensi.
Salvini cavalca l’onda della paura e il suo metodo, già ampiamente utilizzato non solo in Italia, funziona! La Lega d’altra parte senza gli sbarchi degli immigrati non avrebbe avuto il successo attuale, per qualcuno addirittura non esisterebbe più. A parole gli sbarchi sono un problema gravissimo da arginare con la forza, nei fatti alimentano l’odio che sta facendo la fortuna del leader leghista.
La coerenza della contraddizione.

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