Società

La vacuità della politica

la vacuità della politica

Fino a qualche tempo fa, non moltissimi anni addietro, pensavo che il cambiamento in peggio (ammesso che il peggio non sia stata sempre la regola) della nostra politica fosse coinciso con un momento ben distinto.

Era il 1994 e la famosa discesa in campo, per quel che credevo, aveva annientato in un sol colpo quei valori che, seppur di facciata, riconoscevo nella politica e nei suoi rappresentanti. Ebbene si, bastava il fatto stesso che essi fossero lì, destinatari della fiducia e delle attese di milioni di persone, con una responsabilità enorme nei confronti del sistema Paese e della vita dei suoi cittadini, a farmeli identificare come il massimo esempio dei valori della serietà e della moralità. Dico bastava, ma mi sembra una motivazione ben più che plausibile.
Era una visione certamente offuscata da un concetto ancora utopistico del mondo. Una visione distorta dalla giovinezza. Tanto è vero che per me la politica era una cosa noiosa, proprio perché troppo seria, un campo in cui lo scherzo, il faceto, la mancanza di serietà e moralità era totalmente bandita, pensavo. Erano argomenti per uomini autorevoli, importanti, le cui azioni erano dettate da ideologie e dalla voglia del bene comune.
Evidentemente non era così neanche prima del 1994.
Mi ci voleva quell’anno però, la spavalderia di chi non salva nemmeno le forme, a farmi arrivare a questa verità.
E come si perde la dignità delle forme? La parvenza di moralità e di serietà? Innanzitutto con lo scadimento del valore fondamentale: le parole. Eh si, le parole sono potenti e quindi con un impegno estremo, con accanimento, i nostri politici hanno cercato e sono riusciti a depauperarle.
Negli anni, infatti, le parole sarebbero state rimangiate, offese, derise, rese solo inutili ornamenti a vacui discorsi. A sorrisi falsi. A maschere di simpatica furberia.
La parola di un politico conta come quella di un calciatore, se non meno, come quella di un impiegato delle poste, se non meno, come la mia e la tua, se non meno. La politica non è morale, e forse non lo è mai stata. Anche se non dubito che tra i politici sia possibile trovare qualche bravo ragazzo, la cui voce, si sa, non fa rumore nel vuoto.

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