Letteratura

Beethoven’s Silence, l’utimo romanzo di Sonia Paolini

“Non tutte le storie che si raccontano sono belle” da Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’ 

La ricerca della serenità, dell’equilibrio interiore che ci permette di proseguire a vivere anche quando il destino ci ha messo alla prova in modo feroce, faccia a faccia con violenze, subite e consumate, che ai più sono risparmiate. Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’ ci racconta della vicende di due solitudini che si coalizzano in un’unica unisona speranzosa disperazione, o, se volete, disperata speranza.

Una violenza subita in tenera età e la perdita dei genitori rendono Irina una ragazza scontrosa e introversa, chiusa a un mondo che non l’ha saputa difendere. Da quando è rimasta orfana, Irina è costantemente aiutata nella ricerca di un nuovo equilibrio dagli psicologi dell’istituto in cui vive. La ragazza, però, pensa che il loro supporto non vada al di là del mero impegno professionale: “Lo fanno per dovere”, pensa.
Irina è da proteggere, specialmente da quando un uomo pericoloso e troppo adulto per lei ha deciso che dovrà essere sua a ogni costo. Inizia così il progetto che la vedrà allontanata dall’istituto per andare a vivere in un contesto migliore. Ed ecco entrare in scena il direttore d’orchestra Philippe Le Gros. Logorato dal rimorso per aver permesso che il suo egoismo causasse la morte della moglie e del figlio, Philippe accoglie la ragazza desideroso di riscattarsi dalle proprie colpe. Inizia tra i due un rapporto fatto di speranza e di rinascita, grazie anche alla musica che favorirà il loro avvicinamento, abbattendo le distanze culturali e generazionali. Un confronto costante di mondi e di sentimenti diversi ma uniti dalla comune aspettativa di pace e serenità. Una storia che affronta il tema della violenza ai danni di una donna, le cui conseguenze devastano irrimediabilmente la sua giovane esistenza. Una storia che celebra la fragilità della natura umana, i suoi errori, le sue contraddizioni, i suoi dolori.

Penso che non ci sia niente di più squallido, scusa la franchezza, che rotolarsi su un letto con una donna, mentre tua moglie e tuo figlio stanno morendo. E niente di più indegno che tenere volontariamente il cellulare spento perché nessuno ti disturbi, neanche per dirti che tua moglie e tuo figlio sono morti.

I personaggi sono rappresentati nella loro reale dimensione: nessuno è buono e nessuno è cattivo. Ognuno ha le proprie debolezze come i propri punti di forza.
La narrazione permette al lettore di entrare nell’animo di ogni personaggio e di trovarsi più volte a prenderne le parti, anche del peggiore. Forte è la componente psicologica, necessaria per affrontare temi forti e crudi e, al tempo stesso, delicati, difficili e complessi. Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’ non è una storia romantica, o, comunque, romantico non è il genere letterario a cui appartiene. È una storia reale, una di quelle storie che difficilmente la società delle persone perbene vive, ma della cui esistenza è consapevole. La storia degli ultimi, ultimi non solo perché emarginati, poveri e stranieri, come lo è Irina, nata in Francia da emigrati rumeni, ma ultimi anche per aver permesso al proprio egoismo, alla propria sete di successo di scendere a patti col male, per poi ritrovarsi soli a leccarsi le ferite quando è oramai troppo tardi.

Due storie, due drammi e un’importante morale.

Sentiva che mai avrebbe vissuto la vita dei suoi coetanei, e che, anche laddove in alcuni momenti si illudeva di viverla, era solo una finzione, dentro di sé sapeva che niente del suo passato poteva essere cancellato. Pensò che anche Philippe soffriva, chissà per cosa, ma soffriva e anche molto. Era un direttore d’orchestra, una professione importante, eppure la sua sofferenza gli aveva impedito di continuare la propria carriera. Pensò alla bella casa dove dal giorno precedente viveva, una casa da far invidia a chiunque e che, invece, ospitava due anime perse e sconfortate. Che singolare destino.

Sonia Paolini romanzo

copertina del romanzo “Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’” edito da Lettere Animate

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SINOSSI: Due colleghi psicologi e amici di lunga data ideano un progetto che vede protagonisti due loro pazienti, diversi in tutto ma uniti dalla profonda sofferenza che li ha segnati e inaspettatamente dalla musica classica. Il desiderio della giovane Irina, martire di violenze e abusi, di vivere l’esistenza di una comune adolescente si fonderà con la speranza di Philippe di superare il rimorso di aver permesso che la moglie e il figlio, vittime della sua effimera esistenza, morissero. Faranno da cornice ai loro desideri e speranze l’energia della dottoressa Jean La Mot, che considera il suo operato una missione, la determinazione e il coraggio di Etienne, deciso a percorrere la lunga strada che dista dal proprio cuore a quello della ragazza che ama e l’ossessione di Pierre Danton, un efferato criminale, di riavere accanto a sé la sua donna. Ogni parte del progetto è studiata nei minimi dettagli, niente andrà storto o forse niente andrà per il verso giusto…
BREVE BIOGRAFIA AUTRICE: Sonia Paolini vive in provincia di Roma. Ha tre figli e un marito. Lavora in un’azienda di Roma e nel tempo libero si dedica alla sua passione, la scrittura. A dicembre 2012 ha pubblicato un romanzo in versione e-book (Sinnerman, casa editrice Drops Edizioni), nel 2013 ha pubblicato due racconti in versione cartacea (Nothing Else Matters, casa editrice Montegrappa, raccolta Mon Amour!, Sanctae Foedus Amicitiae, casa editrice Montegrappa, raccolta Mes Amis!) arrivati finalisti a due concorsi letterari indetti dalla casa editrice. Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’, è il suo nuovo romanzo pubblicato a gennaio 2016 dalla casa editrice Lettere Animate.[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

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