“Ma che è ‘stu scontentu”, canzone aquilana in vernacolo | Gulliber.it
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“Ma che è ‘stu scontentu”, canzone aquilana in vernacolo

Un canto aquilano permeato di struggente malinconia

La canzone aquilana in vernacolo “Ma che è ‘stu scontentu” (che cosa è questo disagio), si attaglia in maniera più che pertinente ai profondi disagi che stiamo vivendo a seguito degli eventi sismici del 2009 e del 2016-17 e nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria, logorante per le restrizioni e prigionie domiciliari senza via di fuga “In una guerra dei mondi di cui non conosciamo nulla, di cui non potremo mai capacitarci anche quando arriverà una tregua al momento ancora lontana e senza avvisaglie” (Antonella Lenti)”, ma il brano è stato composto nel 2004, prima dei tragici avvenimenti, con versi della Prof. Maria Luisa Frasca e musica del M° Camillo Berardi.

Il canto ha vinto il Primo Premio Assoluto per la Canzone Dialettale Abruzzese alla 13^ edizione del Concorso “Vernaprile” (Aprile in vernacolo),organizzato dalla “SMS Fratellanza Artigiana” di Teramo, di cui il primo Presidente è stato Giuseppe Garibaldi.

Il brano è stato premiato con la seguente motivazione: “L’opera è valida, originale con il rispetto degli antichi stilemi e si presenta come un lavoro molto raffinato nel quale la tradizione è giocata con classe.

In occasione della Cerimonia di Premiazione, è stato richiesto al musicista Camillo Berardi di presentare al pubblico e alle autorità presenti il canto vincitore e il M° Berardi, fuori programma e arricchendo il prestigio della manifestazione, ha corrisposto alla richiesta del Comitato Organizzatore, offrendo l’esecuzione del brano affidata alle voci del soprano Adele Ciavola e del contralto Valentina Bruno accompagnate con la tastiera dallo stesso Berardi.

L’autrice del testo del componimento ha scritto: “Questo canto aquilano esprime la struggente malinconia di chi – sentendosi dotato di una grande apertura d’ali – non ha trovato spazio nel piccolo mondo soffocante in cui la sorte lo ha costretto a vivere. Non gli resta che evadere nel sogno”.

Link per l’ascolto del componimento: 

Ecco il testo della canzone:

Musica di CAMILLO BERARDI – Versi di MARIA LUISA FRASCA

Ma che è tuttu questu scontentu ?

Ma che è tuttu questu scontentu ?
Pecchè sbatto contr’a ‘nu muru ?
Ju tempu s’ha fattu cchiù lentu
ju celu s’ha fattu cchiù scuru.

‘Na vote me credea
che se potea spazia’.
Ju munnu me ss’è fattu troppo strittu,
ji’ quasci non ci pozzo rispira’.

Me pare ch’è come ‘na fame
me pare ch’è come ‘na sete.
Ma a mmi’ no’ me sazia lo pane.
Che pena le pene segrete…

‘Na vote me credea
che se potea spazia’.
Ju munnu me ss’è fattu troppo strittu,
ji’ quasci non ci pozzo rispira’.

Redengo la vita a ju sognu
mo’ che la speranza è finita.
Ccusci’ no’ me pare ch’ è pocu
lo pocu che me dà la vita.

E pure se mme pare
che non se po’ spazia’,
ju munnu me llo faccio meno strittu,
forse ccusci’ ce rrescio a rispira’.