Letteratura

Scrivo la mia visione del Mondo. Intervista ad Andrea Di Cesare

Vite da ring di Andrea di Cesare

Incontriamo l’autore di “Vite da ring” in un caldo pomeriggio di luglio. Andrea Di Cesare è cordiale e disponibile. L’intervista si trasforma in un colloquio informale, quasi come tra amici di vecchia data.

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Andrea Di Cesare è un giornalista e scrittore dalla personalità poliedrica. Oltre a scrivere libri e ad aver collaborato con vari giornali, è direttore responsabile della rivista online Ideabiografica.com, da lui ideata e fondata quasi quindici anni fa, ed è abile nella pittura, arte nella quale si esercita nel tempo che non dedica al suo lavoro ed attitudine principale: la scrittura.
In “Vite da Ring” ci proietta, attraverso una serie di interviste, in un mondo fatto di passione, ma anche e soprattutto di sacrifici e privazioni. Quello del pugilato non è un mondo dorato: per arrivare a certi livelli ci vogliono tanti anni di duro allenamento, un fisico e un talento naturalmente propensi alla disciplina sportiva e una certa dose di fortuna.
Il libro tratta di cinquant’anni di boxe e di cosa essa abbia rappresentato nella società italiana dell’epoca. Andrea intervista alcuni fra i più celebri pugili italiani, creando un percorso saggistico-narrativo in cui vengono delineati non solo i profili dei campioni intervistati, ma un intero universo fatto di sudore e pugni.
I campioni intervistati non mancano di raccontarci anche frammenti della loro vita privata, quella fuori dal ring, aneddoti significativi e intimi che ci fanno conoscere l’Uomo ancor prima del Pugile.
Un libro intenso su uno sport nobile, che glorifica il vincitore ma non svilisce chi perde. Sul ring, scenario suggestivo di scontri a volte epici, ci sono due persone che si affrontano ad armi pari, nella piena osservanza delle regole e, quindi, degni dello stesso rispetto, così come ci ricorda nella prefazione – alla prima edizione cartacea del 2007, Croce Editore (presto disponibile su Ideabiografica.com la versione ebook) – il campione olimpionico Patrizio Oliva.

Una lettura emozionante e costruttiva, immancabile per chi ami la boxe e per tutti quelli che in essa vedano una metafora meravigliosa di come dovrebbe essere la vita: intensa, leale, fatta di sacrifici, il cui obiettivo finale non è la vittoria ad ogni costo ma la capacità di restare in piedi il più possibile, magari fino all’ultimo round, nel rispetto delle regole, dell’avversario e di se stesso.

Andrea Di Cesare, lei scrive. Perchè?

La scrittura, per me, è stato un processo che si è avviato all’età di 15 anni, quando facevo alpinismo. Iniziai a scrivere dei brevi resoconti di ascensioni e impressioni alpine. Col tempo si è sempre più radicato in me, iniziai a leggere autori molto importanti che tentati dapprima di imitare. E’ una attività che mi accompagna da tutta la vita. Il perché, è simile al motivo che spinge un pittore a dipingere: ricreare il Mondo, ridonare la tua visione delle cose, farla tua e in qualche modo modificare la realtà.

“Vite da ring” si sviluppa come una raccolta di interviste.

L’intervista per me è una sorta di ritratto pittorico, è un rapporto interpersonale intenso. Non concepisco l’intervista come qualcosa di sbrigativo, anche se molti giornalisti la concepiscono così, per fini unicamente commerciali. Una vera intervista richiede molto tempo, pacatezza, rispetto.

Lei stesso dice “ne sapevo poco di pugilato. Scrivere di boxe mi era del tutto estraneo”. Come nasce allora l’idea di scrivere un libro su una cosa a lei estranea?

Curiosità per una disciplina che sapevo, sin dall’inizio, mi avrebbe regalato uno spaccato intenso e vero del Mondo.

La sua è una scrittura di valore, che sa catturare l’attenzione senza scadere nel banale e nel già letto. Si è dato dei modelli?

Tutta la grande Letteratura è un modello, anche se va superato in un’ottica personale. Ma ci si può arrivare – sempre che ci si arrivi, molti scrittori anche di successo, secondo me non ci sono arrivati – solo molto tardi, dopo moltissimo lavoro. Con umiltà e una certa dose di perfezionismo.

Che libro sta leggendo ora?

Lo Yoga della Potenza” di Julius Evola, lo sto leggendo e rileggendo da anni, è molto difficile, e con esso molti altri testi correlati.

Autore italiano vivente preferito.

Giovanni Comisso. E’ vivente per me, vive nelle sue pagine.

Lei e i social network: crede che possano rappresentare un’opportunità per un autore, o li considera solamente un frivolo passatempo?

I social network non hanno nulla di sociale, sono dimensioni deprimenti e alienanti, che generano illusioni e nevrosi. Possono rappresentare unicamente un veloce e capillare mezzo di diffusione di una notizia, che però credo venga subito dimenticata, spazzata via dalla superficialità di chi vive la dimensione “social” del virtuale.

Meglio il libro cartaceo o un ebook?

Amo l’odore della carta. Un ebook non ha alcun odore.

Ci convinca in cinque parole che non possiamo non leggere “Vite da Ring”.

E’ un bel libro, merita.

Ci sono nuovi lavori in corso o progetti particolari per il futuro?

Sto avviando un progetto di diffusione di ebook che non seguano le logiche deteriori e commerciali della grande distribuzione editoriale. In tal senso l’ebook resta una buona opportunità di far conoscere il proprio pensiero da parte di autori che non si riconoscono nei valori dell’editoria ufficiale.

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